Storia della Sartiglia

La Corsa alla Stella (P.Vittorio Angius, primi decenni dell'800) "Sartillia, o giostra, così chiamavasi il giuoco dell'anello, che si costuma in Oristano nella domenica e martedì di carnevale, al quale concorrono quelli che sono invitati formando una compagnia con un capo ed un sotto-capo, che dicono "compositore" e "sotto-compositore". Il capo di siffatto torneo veste il cojetto, calzoni corti di pelle, stivali, ed ha un fazzoletto sotto il cappello e una maschera di legno verniciato, verde nella domenica, e di color oscuro nel martedì. Il luogo dello spettacolo è presso la cattedrale, ed ivi in mezzo al popolo movono al galoppo da una parte il capo, dall'altra il sotto-capo della compagnia, e scontrandosi sotto la corda che ha pendente la stella o l'anello, nel quale si deve imbroccare, incrociano le spade. Dopo questo primo atto i torneanti uno dopo l'altro spronano alla corsa i destrieri e tentano infilzar l'anello, quindi lasciata la spada prendono la lancia e ripetono la prova." Dice il Cherchi Paba, storico e studioso, nel 1956 : "Da quanto ha lasciato scritto l'Angius si desume che, come abbiamo già osservato, oltre al giuoco dell'anello si praticasse ancora una parvenza di giostra con l'incrocio delle spade, eseguito con i cavalli lanciati a spron battuto anziché a passo, come oggi avviene, con una specie di pantomima che sa troppo di carnevalesco! . E' anche questo, un esercizio che bisognerà rimettere in uso anche perché, oltre che bello, deve ricordare l'originaria giostra che precedeva il giuoco dell'anello." Purtroppo già agli inizi del '900 l'incrocio delle spade al galoppo era scomparso, come confermano i Componidoris più anziani, probabilmente per la estrema pericolosità dell'esercizio (n.d.a.).